Vuoi mettere diventare mamma quando ancora devi laurearti, quando tutti i tuoi amici fanno vita mondana e tu, improvvisamente, non puoi più fare niente? Io l’ho scelto. Ma giuro che non è stato facile. Da subito è nato in me il senso di responsabilità che non ho mai avuto, da subito ho voluto dare il massimo a questa creatura che cresceva dentro me.
La figura del ginecologo è importante, perchè segue passo passo la gravidanza. Mi sento solo di dare un consiglio a riguardo: non trascuriamo il nostro istinto, non spaventiamoci di fare domande e, soprattutto, di pretendere dal medico risposte chiare e che esaudiscano i nostri desideri. Dunque anche io ho cominciato a fare le classiche visite di controllo dal mio ginecologo. Ecco… il mio ginecologo… Io ero andata dal ginecologo tre (?) volte in tutta la mia vita. Ho dato per scontato che lui che ha fatto nascere me e le mie amiche, fosse “naturalmente” la persona più adatta. Dopo qualche incontro mi sono resa conto che non era affatto così. Un mondo nuovo mi si è aperto da quando sono mamma e in questo mondo io nutro un profondo senso di diffidenza verso la classe medica.
Ho scoperto che la medicina tradizionale si è allontanata tantissimo dalla natura dell’essere umano, credendo di avvicinarsi al particolare più particolare, le specializzazioni diventano sempre più specialistiche ha smesso di considerare l’uomo nella sua totalità. Ha perso di vista l’obiettivo primario del medico: il benessere psico-fisico del prossimo. E questo quando si tratta di malattia. La nascita di una nuova creatura non è una malattia, ma spesso viene trattata come tale.
Leggendo qua e la, ho cominciato a selezionare le cose che mi sembravano più vicine alla mia natura, ho scoperto che volevo affrontare la mia gravidanza e il parto nel modo più naturale possibile. Il pensiero allora è andato subito al parto dolce per eccellenza: il parto in acqua. Inutile dire che, se altrove il parto in acqua è un eventualità normalmente presa in considerazione, qui, purtroppo, molti medici non sanno neanche di che si tratta. Evito di trascrivere quello che rispose il mio ginecologo alla domanda: “Nell’ospedale dove lavora lei è possibile partorire in acqua?” Sgomento. Espressione contorta. Parole dette a caso. Passiamo alla domanda successiva: “Quando mia figlia nascerà, potrò tenerla in braccio tutta per me?” Risposta: “Certo! (qui dimostrava un certo compiacimento) Per 10 minuti, se va bene anche un quarto d’ora, poi va a fare i controlli e poi nella culla termica per 4 ore e se partorisci di sera devi aspettare comunque il mattino seguente”. Questa volta lo sgomento è apparso sulle nostre facce. La pratica barbara di separare madre e figlio alla nascita sta diventando ormai obsoleta ma si sa, qui da noi le innovazioni arrivano dopo.
Per caso, così come è accaduto tutto quello che di positivo c’è stato, un’amica mi disse di aver partorito al Garibaldi di Nesima, che li il parto in acqua era possibile. Mi da il nome della sua ginecologa e andiamo per la prima visita. La dott.ssa Timpanaro è di Catania, ci ha accolto con uno sguardo rassicurante. La visita è durata parecchio, è stata più che altro una discussione. Lei mi ha detto che al Garibaldi c’era la remota possibilità di partorire in acqua, perchè la struttura era attrezzata, ma che il personale era poco e che avrebbero dovuto verificarsi una serie di condizioni per poter partorire in acqua. Ci ha rassicurato per tutto il resto. Non avrebbero portato via mia figlia mai (e dico mai), i controlli li avrebbero fatti in mia presenza e tutta una serie di cose che ci hanno portato alla scelta definitiva. Questa è stata la prima scelta azzeccata, fatta quasi inconsapevolmente, di una lunga serie!!!
Da li in poi le visite sono state piacevoli, le cazziate per l’aumento di peso non eccessive, i consigli ottimi. Tra questi, quello di frequentare un corso di yoga (è lei stessa un insegnante yoga) per la schiena, per l’ansia e per incontrare altre mamme. Mi ha dato il nome di due insegnanti di Giarre (vedi un po’ che me lo doveva dire una di Catania) che lei considera bravissimi, ed in effetti aveva proprio ragione!
Nel prossimo post vi racconterò la mia magnifica esperienza dello yoga in gravidanza con Alfio e Antonella del Centro Fiore di Loto!
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